Armi svizzere, soldi svizzeri, uccidono in tutto il mondo!
In Congo, in Iran, in Libano, in Sudan, in Ucraina, in Somalia e in altri Stati solo quest’anno centinaia di migliaia di persone sono morte a causa della guerra. In Palestina, in Sudan, in Myanmar e in Cina Stati e gruppi militari commettono genocidi, assassinano cioè interi gruppi di popolazione.
Di tutto questo approfitta anche l’industria bellica svizzera. Negli ultimi cinque anni gruppi come Rheinmetall, RUAG e SIG hanno esportato materiale bellico per un valore di oltre 4 miliardi di franchi. (Fonte: https://materialebellico.ch/it/) Questi gruppi approfittano del riarmo e della militarizzazione globali così come della violenza imperialista e coloniale. È nell’interesse dell’industria bellica che ci siano guerre, perché è così che si genera profitto: la guerra sostiene il capitalismo.
Ora il Parlamento svizzero vuole allentare la regolamentazione sull’esportazione di materiale bellico. Attualmente non viene fornito materiale bellico a Stati in cui è in corso una guerra civile, con la modifica questa regola verrebbe a cadere. Finora la Svizzera ha inoltre esaminato e autorizzato ogni riesportazione di materiale bellico svizzero. Con la modifica di legge questa dichiarazione di non riesportazione viene a cadere. Significa che le armi svizzere potrebbero essere rivendute senza alcuna limitazione.
Anche la regola secondo cui non viene fornito materiale bellico per conflitti militari verrebbe allentata in modo massiccio. A una lista di 36 Stati, nella quale figurano anche gli USA, l’Arabia Saudita e molti altri, si potrebbe fornire materiale bellico in qualsiasi momento, anche se sono attivamente in guerra.
Se la modifica della legge sul materiale bellico venisse accolta, con armi svizzere verrebbero uccise persone in guerre e genocidi. Stati come gli Emirati Arabi Uniti (EAU) potranno importare e rivendere senza problemi materiale bellico svizzero. Attraverso gli EAU verrebbe così fornito materiale bellico alle milizie RSF, che in Sudan conducono una guerra e commettono un genocidio. Inoltre, attraverso gli USA verrebbe fornito materiale bellico allo Stato israeliano, che lo impiegherebbe nel genocidio contro le palestinesi e i palestinesi. Se gli Stati che conducono guerre o commettono genocidi ricevono più armi svizzere, uccideranno più persone.
Con questa modifica il governo svizzero mira, oltre che ai profitti dell’industria bellica, anche all’affermazione degli interessi occidentali. I 36 Stati si trovano tutti in Europa, a eccezione di Argentina, Australia, Giappone, Canada, Nuova Zelanda e USA. In caso di guerra si tratta di rafforzare potenze militari europee e filo-occidentali, alcune delle quali sono guidate da governi fascisti. Un esempio: gli USA conducono attualmente una guerra mortale in Iran, eppure con l’allentamento verrebbero autorizzate esportazioni di materiale bellico verso gli USA. Gli USA potrebbero utilizzare questo materiale bellico anche per armare l’ICE, che esercita violenza mortale contro le persone migranti e le persone che protestano. La modifica della legge sul materiale bellico promuoverebbe quindi la violenza statale e fascista.
Gli allentamenti della legge sul materiale bellico alimentano il riarmo globale, le guerre e i genocidi. Hanno un obiettivo: aumentare i profitti dell’industria bellica. Questi profitti costano vite umane.
Come GISO ci impegniamo perciò per un no alla legge sul materiale bellico. Chiediamo inoltre un disarmo conseguente e un divieto di esportazione e di produzione di materiale bellico.
Guerra alla guerra!