L’Iniziativa per il Futuro viene chiaramente respinta. Ma la GISO non si lascia demoralizzare, perché la lotta per la democrazia, per una protezione del clima socialmente equa e contro le crescenti disuguaglianze rimane centrale. Oggi i più ricchi restano protetti; da domani dovranno di nuovo difendere i loro privilegi.
La domenica di voto di oggi ha mostrato soprattutto una cosa: gli avversari dell’“Iniziativa per il Futuro” volevano impedire qualsiasi discussione di merito. La lobby economica miliardaria ha condotto una campagna che si è rivolta meno contro l’iniziativa e più contro la GISO. Mai un’iniziativa è stata combattuta in Svizzera in modo così unilaterale e distorto come l’“Iniziativa per il Futuro”. Con affermazioni false e allarmismi mirati, PLR ed Economiesuisse hanno cercato di bloccare il dibattito sulla concentrazione della ricchezza e sulla crisi climatica. Il loro messaggio era chiaro: chi mette in discussione i privilegi dei più ricchi deve essere intimidito e delegittimato. Mirjam Hostetmann, presidente della GISO Svizzera: “Centinaia di conversazioni per strada mi hanno però mostrato che la popolazione riconosce il problema e vuole soluzioni”. Per queste soluzioni la GISO continuerà a battersi.
Allo stesso tempo, il comportamento del Consiglio federale è stato grave. Nonostante il tempo sufficiente, ha fornito dati inadeguati e ha annunciato apertamente che, anche in caso di approvazione, non avrebbe applicato correttamente l’iniziativa. È un fallimento dal punto di vista democratico, che mostra quanto il nostro governo sia strettamente intrecciato con gli interessi economici.
Indipendentemente dal risultato, l’iniziativa ha avuto un importante effetto politico. Il dibattito sulle imposte di successione e sul potere dei super-ricchi è tornato al centro della politica – e vi rimarrà. Anche voci borghesi hanno dovuto infine riconoscere che la Svizzera ha un problema di concentrazione della ricchezza. Da domani la GISO glielo ricorderà nuovamente.
Con il rifiuto dell’iniziativa è chiaro che sarà la popolazione a dover pagare i costi della crisi climatica, se nulla cambierà radicalmente. La maggioranza borghese in Parlamento non ha presentato alcuna soluzione durante tutta la campagna di voto e continua a rifiutarsi di chiamare i super-ricchi a finanziare la transizione climatica.
Nonostante questo risultato, la GISI esce rafforzata dalla campagna. Il movimento giovanile più forte del paese ha guadagnato innumerevoli nuovi membri e ha avviato un dibattito nazionale che non scomparirà più. Adesso serve più che mai resistenza contro l’influenza crescente dei super-ricchi, contro le campagne della destra e per una politica climatica socialmente equa. Una cosa che la GISO oggi non ha perso è il coraggio di continuare a lottare!