Risoluzione approvata dell'Assemblea annuale della GISO Svizzera del 14.-15 febbraio 2026 a Berna
L’8 marzo il popolo svizzero voterà su un’iniziativa contro la SSR, denominata “iniziativa 200 franchi bastano”, promossa dagli ambienti economici attraverso l’Unione svizzera delle arti e mestieri (usam), ma soprattutto dall’UDC e da una parte del PLR. Si tratta di un attacco particolarmente duro e diretto contro il servizio pubblico, a vantaggio dei/delle* più ricch*. L’obiettivo dell’estrema destra e dei/delle* rappresentanti della borghesia svizzera è piuttosto chiaro, pur essendo duplice: ampliare il mercato dei media privati e indebolire politicamente i movimenti sociali e i partiti di sinistra. Quest’ultimo obiettivo può tuttavia apparire paradossale, poiché la SSR non è attualmente un’istituzione particolarmente di sinistra e ha spesso trattato alcuni temi in modo apertamente borghese e imperialista, come dimostrano ad esempio la copertura del genocidio in Palestina e della manifestazione dell’11 ottobre. Nonostante ciò, difendere la SSR dagli attacchi dell’estrema destra è una necessità assoluta.
Per comprenderlo è importante rendersi conto che questo progetto di iniziativa rappresenta un tentativo di rafforzare ulteriormente l’egemonia borghese della destra e dell’estrema destra. Nessuna informazione è neutrale: ogni notizia contribuisce alla lotta per l’egemonia culturale. Evidentemente il servizio pubblico attuale, attraverso la SSR, non rappresenta gli interessi dei/delle* lavoratori/trici* e non contribuisce in modo sostanziale alla costruzione di una coscienza di classe o al rafforzamento di un’ideologia contro-egemonica. Tuttavia, il lavoro d’inchiesta, già limitato dalla mancanza di mezzi e dalla spada di Damocle rappresentata dalle misure di austerità della destra, è necessario per mobilitare la popolazione attorno a questioni di attualità rilevanti. Indebolire la SSR non porterebbe a un’informazione più neutrale, ma impedirebbe qualsiasi lavoro d’inchiesta pubblico, permettendo al contempo ai media privati di ottenere un monopolio sull’informazione.
Già oggi il panorama mediatico privato è piuttosto preoccupante: la famiglia Coninx e la famiglia Ringier possiedono rispettivamente il TX Group (20 Minutes, 24 Heures, Tages-Anzeiger) e Ringier AG (Le Temps, Blick, L’illustré, ecc.), ovvero una larghissima parte dei media svizzeri. Di fronte ai miliardi della destra borghese investiti nella creazione di un servizio di propaganda capitalista, non è possibile reggere la battaglia culturale senza un forte servizio pubblico dell’informazione e senza contro-media detenuti collettivamente e orientati alla difesa degli interessi del proletariato.
Di conseguenza, la Gioventù Socialista Svizzera si impegna contro gli attacchi al servizio pubblico, partecipando al contempo attivamente alla creazione e al sostegno di media che rappresentino gli interessi collettivi dei/delle* lavoratori/trici*. Oltre a ciò, la GISO Svizzera rivendica anche:
- la messa in comune dei mezzi di produzione, stampa e diffusione mediatica attraverso l’espropriazione dei grandi media privati attuali;
- la democratizzazione della SSR e il suo controllo da parte dei/delle* lavoratori/trici* del settore attraverso un consiglio di lavoratori/trici*