Contro l’aumento dell’IVA!

03.11.2026

Nel marzo 2024 è stata accolta l’iniziativa per una 13esima AVS. Ciò significa che da dicembre 2026 tutte le persone pensionate riceveranno ogni anno una 13esima rendita AVS. Questa riforma aiuta soprattutto le persone pensionate con difficoltà finanziarie, che grazie a essa avranno ogni anno più soldi a disposizione. L’AVS è uno dei più importanti meccanismi di redistribuzione conquistati dalla sinistra, perché la maggior parte delle persone riceve più AVS di quanta ne abbia versata.

Il parlamento borghese ha ora deciso il finanziamento della 13esima AVS, dato che la Confederazione si assume un quinto dei costi dell’AVS. Vuole finanziare la 13esima AVS attraverso un aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA). Concretamente l’aliquota normale dovrebbe salire dello 0,4%, mentre l’aliquota ridotta (per generi alimentari, prodotti igienici e altri beni di uso quotidiano) non dovrebbe essere aumentata. L’IVA è uguale per ogni persona: un miliardario paga quindi per ogni acquisto quanto chi lavora. Sull’aumento dell’IVA si vota in novembre e l’indicazione della GISO è quella di votare no.

Questo aumento dell’IVA graverebbe finanziariamente su tutte le persone che lavorano. È vero che generi alimentari, medicamenti o assorbenti e tamponi non diventerebbero più cari, ma lo diventerebbero vestiti, elettronica, mobili e tutti i servizi. Soprattutto per le persone senza reddito o con un reddito basso i prezzi più alti rappresenterebbero un problema reale. Chi è a favore, tra cui il PS, sostiene che l’IVA sarebbe sociale, perché su molti beni di uso quotidiano vale l’aliquota ridotta. Questo argomento nega il fatto che le persone con un reddito basso non comprano soltanto da mangiare, perché tutte le persone hanno bisogno di vestiti, di tagli di capelli e di mobili. L’IVA più alta renderebbe più care molte cose, perciò va respinta.

Inoltre, il finanziamento della 13esima AVS attraverso un aumento dell’IVA rafforza l’ingiustizia esistente. Per una persona con un reddito basso la quota del consumo sul reddito complessivo è nettamente più alta che per i ricchi che guadagnano di più. Se la 13esima AVS venisse finanziata attraverso l’aumento dell’IVA, si tratterebbe quindi di una ridistribuzione dal basso verso l’alto.

Per non accrescere le difficoltà finanziarie e l’ingiustizia per le persone che lavorano, la GISO si impegna per un no all’aumento dell’IVA. La GISO respinge in modo conseguente anche un innalzamento dell’età pensionabile. Per la 13esima AVS esistono vie di finanziamento sostenibili: per esempio attraverso percentuali salariali socialmente giuste, oppure facendo in modo che i ricchi diano il loro contributo anche con il loro patrimonio. Il «compromesso» del parlamento borghese, sostenuto anche dal PS e dall’USS, è dal punto di vista della sinistra inaccettabile.

No all’aumento dell’IVA, l’AVS deve essere finanziata in modo socialmente giusto!